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Astrometria
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Lmwaw'mwbaastrometria è il settore dell'mwbqastronomia che si occupa delle misurazioni, delle posizioni, delle distanze e dei movimenti delle mwbgstelle e di altri mwbwcorpi celesti. Tra i vari obiettivi dell'astrometria, vi è quello di costruire una mwcascala delle distanze cosmiche.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
È uno dei campi di applicazione più antichi dell'astronomia, risalente ad mwdaIpparco, che nel 190 a.C. fu il primo a compilare un mwdqcatalogo stellare delle stelle a lui visibili. Per farlo inventò il sistema della scala di luminosità mwdgmagnitudine apparente, ancora oggi in uso.cite-ref-1[1] Il catalogo di Ipparco, sviluppato sui lavori precedenti di Timocharis Aristillus, conteneva 850 stelle e la loro posizione nel cielo.cite-ref-kanas-2-0[2] Il successore di Ipparco, mwfwTolomeo, nel suo mwgamwgqAlmagesto incluse un elenco di 1022 stelle, con la posizione, coordinate e luminosità.cite-ref-kanas-2-1[2]
La moderna astrometria fu fondata da mwhwFriedrich Bessel, che con il suo mwiaFundamenta astronomiae dava le posizioni medie di 3222 stelle osservate tra il 1750 e il 1762 da mwiqJames Bradley.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Applicazioni
Oltre alla fondamentale funzione di fornire agli mwlaastronomi un preciso sistema di riferimento su cui basare le osservazioni, l'astrometria è anche alla base della mwlqmeccanica celeste, della dinamica stellare e dell'mwlwastronomia galattica. L'astrometria è indispensabile per mantenere il conto del mwmatempo, in quanto il mwmqfuso orario mwmgUTC rappresenta il mwmwTempo Atomico Internazionale sincronizzato con la rotazione della mwnaTerra, ottenuto grazie ad osservazioni astrometriche estremamente precise.
Grazie ad essa si sono avuti nel corso dei secoli importanti passi avanti nelle mwngscienze e nelle mwnwtecnologie, e in particolare ne hanno beneficiato:
• le mwogmeridiane, efficaci nel misurare il tempo;
• l'mwpaastrolabio, inventato per misurare gli angoli celesti;
• le applicazioni astronomiche che portarono allo sviluppo della mwpggeometria sferica;
• la misurazione precisa del movimento dei mwqapianeti da parte di mwqqTycho Brahe che dette il via alla mwqgrivoluzione Copernicana, cambiando radicalmente il modo di vedere l'mwqwUniverso;
• il mwrqsestante che migliorò enormemente le misure degli angoli celesti.
Un esempio di sviluppo più recente fu l'uso delle mwrwvariabili Cefeidi per misurare le distanze delle mwsanebulose. Questo portò alla scoperta delle mwsqgalassie esterne alla mwsgnostra da parte di mwswEdwin Hubble che utilizzò il metodo della mwtaparallasse sulle Cefeidi vicine, e fu così in grado di correlare il loro periodo di variazione con la loro mwtqluminosità assoluta. Misurando quindi il periodo e la luminosità apparente delle Cefeidi presenti nelle nebulose, riuscì a determinare la loro distanza, arrivando a formulare quella che fu chiamata la mwtglegge di Hubble, che ancora oggi è una delle proprietà fondamentali dell'Universo.
L'ultimo sviluppo dell'astrometria è rappresentato dalla sua applicazione alla tecnologia spaziale: dal 1989 al 1993 il mwuasatellite mwuqHipparcos dell'mwugESA collezionò precise misure astrometriche che portarono alla compilazione di un catalogo con più di un milione di stelle, con posizioni accurate fino a 20 o 30 millesimi di mwuwsecondo d'arco.
Note
cite-note-33. ↑ mwbqJürgen Hamel, mwbgFriedrich Wilhelm Bessel: Biographien hervorragender Naturwissenschaftler, Techniker und Mediziner, Leipzig, B. G. Teubner, 1984, p.mwbw 69, Volume 67.
cite-note-44. ↑ mwcwPaolo Rossi (a cura di), mwdaStoria della scienza (Vol. I). La rivoluzione scientifica: dal Rinascimento a Newton, Gruppo editoriale L'Espresso (da U.T.E.T. 1988), 2006, p.mwdq 197.
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